Il potere logora chi non cè l’ha!”

“È una nota espressione che tutti abbiamo udito e di cui conosciamo bene l’autore. Credo che tutti possano concordare che queste parole trovino piena e concreta applicazione in ciò che è accaduto accade e accadrà ancora per un periodo indefinito agli utenti del servizio di trasporto pubblico extraurbano del pordenonese. Nello scorso mese di aprile nell’arco di un fine settimana sono stati catapultati da un punto (Piazza Risorgimento) all’altro (Stazione FS) della città con un semplice gesto, una firma.
Volente o nolente è stato accolto e assorbito il cambiamento logistico del capolinea. Nelle ore di punta, quando nella medesima corsia i mezzi destinati a direttrici diverse affluiscono si accodano e ripartono in successione (il tutto in ordine casuale), ci si è abituati a far parte dell’ “Armata Brancaleone” che si sposta ripetutamente da un’estremità all’altra della corsia all’inseguimento del proprio mezzo che, il fato vuole, arriva pure all’ultimo minuto, passando fra altri utenti (a loro volta in attesa) a volte calpestandoli o spintonandoli a causa della calca. Sempre nelle ore di punta con la calca si è fatta pure l’abitudine alle corsie tanto “sicure” dalle quali (il minimo che possa accader) più di qualche volta si rischia di farsi amputare un piede da qualche pullman o taxi o automobilista in transito verso l’uscita che deve zig-zagare tra mezzi o veicoli fermi ed utenti che non trovano spazio nei marciapiedi saturi. Ci si è abituati pure alle 4 corsie tanto lunghe (passeggiare fa bene), sulle quali gli utenti continuano ad affermare che sarebbe stato più logico comodo e meno caotico averne create di più e disposte a pettine, per diversificare le direttrici di partenza e orientare meglio i pendolari, come è stato fatto ad esempio a Udine, Latisana, Spilimbergo, San Vito. E ad altre situazioni e condizioni ci si adatta o abitua man mano che si presentano.
Ma ad una cosa e difficile (per non dire impossibile) adattarsi ed abituarsi: al restare allo scoperto. È trascorsa una bizzarra e capricciosa primavera tra vento e pioggia, e passata una relativamente breve estate con il consueto sole rovente, siamo in autunno a fare i conti con acquazzoni temporali e le prime nebbie, l’inverno è alle porte e gli utenti lungo i marciapiedi non trovano  un minimo riparo o copertura per proteggersi dagli eventi atmosferici mentre attendono il loro pullman. E chi lo sa ancora per quanto tempo!
Se gli utenti avessero un po’ di potere cambierebbero le cose, ma invece devono abituarsi ed adattarsi anche al lento e persistente logorio.
È proprio vero: IL POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA!
 
Quattrin Claudio

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