Un pomeriggio da ricordare

Un pomeriggio da ricordare
 
La rinominata Biblioteca del Libro parlato “Marcello Mecchia” della sezione provinciale di pordenone dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, ha vissuto momenti di particolare intensità emotiva venerdì 19 gennaio 2007, quando ha ospitato lo scrittore triestino Pino Roveredo, vincitore nel 2005 del premio Campiello con “Mandami a dire”. L’iniziativa si colloca nell’ambito di una serie di appuntamenti culturali, rivolti all’intera cittadinanza, per far conoscere la nostra realtà, anche se di piccole dimensioni, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla possibilità, per chi ha dei problemi visivi, di leggere ed accedere comunque all’informazione e alla cultura.
L’incontro, suddiviso in due parti, la prima presso gli uffici sezionali, alla presenza della stampa, la seconda in un auditorium dove Roveredo ha dialogato col pubblico dei suoi libri e della sua esperienza di vita, è stato caratterizzato dalle doti di disponibilità, cortesia e semplicità dell’autore stesso e della sua gentile signora. Ha sottolineato le sue radici pordenonesi, il padre era originario di Montereale Valcellina, la sua sensibilità nei confronti del disagio, i genitori erano sordomuti, la condizione di povertà vissuta durante l’infanzia, il suo entrare ed il suo miracoloso uscire dal tunnel dell’alcolismo, ed il suo scrivere per sfogarsi e salvarsi giorno per giorno.
E’ stata la sua un’autentica lezione di vita, ripercorsa nel libro che lo ha reso noto ancor prima del premio Campiello, ovvero “Capriole in salita”. Ci ha reso partecipi, con estrema sincerità, delle sue debolezze che, per diversi anni, lo hanno sconnesso dalla realtà e dagli affetti e del suo rinascere, del suo impegno come operatore di strada e del suo scrivere con una forma asciutta, schietta ed efficace.
In questo contesto si è anche colta l’ocasione per rinominare la biblioteca, attiva dal 1983, e dedicarla ufficialmente al compianto “Marcello Mecchia”, socio emerito, convinto sostenitore dell’allora biblionastroteca, la cui fede associativa e le cui doti umane ne fanno un valore aggiunto che intendiamo conservare e rafforzare nel tempo.
All’autore, alla fine, è stata donata una copia del calendario a caratteri ingranditi, realizato dalla nostra sezione ed una copia su cd-rom in formato mp3 dei suoi libri più famosi, con l’auspicio che possa condividere il nostro messaggio sull’accessibilità dei testi e contribuire al diffondersi di una mentalità più conforme alle esigenze dei disabili visivi, per una fruizione diretta delle opere librarie.
Gli incontri culturali sono proseguiti nelle settimane successive con un “Laboratorio di lettura”, in cui si è letto e commentato insieme “Come un romanzo” di Daniel pennac.

Giorgio Piccinin

Pagina indietro

Pagina indietro